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COINBASE VS SEC: NATURA TOKEN

Giorno: 18 gennaio 2024 | Ora: 09:17

COINBASE VS SEC: LA QUESTIONE SULLA NATURA DEI TOKEN

Nel corso di un'udienza durata circa cinque ore, il giudice federale Katherine Polk Failla della Southern District di New York ha interrogato Coinbase e la Securities and Exchange Commission (SEC) sulle rispettive argomentazioni riguardo alle accuse mosse contro la piattaforma di scambio di criptovalute. La SEC ha accusato Coinbase di operare come una borsa valori, un broker e una società di compensazione non registrata, sostenendo che il suo servizio di staking coin coinvolge la vendita e l'emissione non registrata di titoli. Coinbase ha respinto le accuse e ha affermato che la SEC ha adottato un approccio "regolatorio" nei suoi confronti.

LA QUESTIONE DELLA NATURA DEI TOKEN COME SECURITIES

L'avvocato della SEC, Patrick Costello, ha sostenuto che i token crittografici sono parte di una grande impresa (cioè una rete blockchain) e sono simili a contratti di investimento. Ha aggiunto che il valore di ciascun token aumenta con la crescita del valore della rete o dell'ecosistema. Di conseguenza, ogni asset potrebbe essere considerato una security. Il giudice Failla ha sollevato dubbi sulla definizione di security proposta dalla SEC, affermando che potrebbe essere troppo ampia. L'avvocato di Coinbase, William Savitt, ha sottolineato che Coinbase non ha mai affermato che i token elencati sul suo sito non possano essere considerati securities. Ha anche affermato che Coinbase concorda con la posizione della SEC secondo cui la firma di un contratto di investimento non richiede la firma formale dell'acquirente. Tuttavia, il fatto che gli acquirenti dei token abbiano letto il white paper e le altre informazioni sul progetto del token non significa che stiano acquistando un contratto di investimento.

DISCORDANZE SULLA NATURA DEL BITCOIN COME SECURITY

Durante l'udienza, la SEC e l'avvocato di Coinbase hanno avuto divergenze sulla questione del perché il Bitcoin non sia considerato una security. Patrick Costello, avvocato della SEC, ha affermato che il Bitcoin non è una security perché "non ha un ecosistema" e chi acquista Bitcoin non sta investendo in un'azienda ordinaria. L'avvocato di Coinbase, William Savitt, ha risposto a questa affermazione, sostenendo che il Bitcoin ha sicuramente un ecosistema, proprio come qualsiasi altra criptovaluta.

LA QUESTIONE DELLA "RULE OF SIGNIFICANT QUESTIONS"

Durante l'udienza, il giudice Failla ha espresso qualche esitazione sulla questione se la "rule of significant questions" (regola delle questioni significative) si applichi o meno al caso. Ha notato che questa regola è stata raramente parte di una decisione giudiziaria e che durante i suoi dieci anni di mandato come giudice, nessuno ha mai sollevato la questione, quindi "è naturale essere esitanti". La "rule of significant questions" stabilisce che se un'agenzia intende prendere una decisione su una questione di grande rilevanza nazionale, deve ottenere un'autorizzazione esplicita dal Congresso. Coinbase sostiene che questa regola si applica al caso in questione e che la SEC sta cercando di usurpare l'autorità del Congresso e di adottare misure "con forza legislativa". Pertanto, Coinbase ritiene che questa regola dovrebbe impedire l'azione della SEC fino a quando il Congresso avrà l'opportunità di promulgare una legislazione sulle criptovalute.

IMPATTO DELLE SENTENZE PRECEDENTI SUL CASO

Il giudice Failla

Coinbase Takes Its Turn in Court, Arguing the Tokens It Listed Are Not Securities
Coinbase and SEC Dig in With US Judge on Whether Securities Law Applies to Listings
Coinbase Case: Judge Asks If SEC Is Sweeping Too Broadly as She Weighs Dismissal
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